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50 curiosità sull’Abruzzo

Scopri 50 curiosità sull’Abruzzo tra storia, natura, borghi, tradizioni e cucina: dal Gran Sasso ai trabocchi, da Sulmona a Scanno.

Rocca Calascio tra le montagne d’Abruzzo

Se pensate che l’Abruzzo sia soltanto arrosticini e montagne, preparatevi a una regione capace di passare dai ghiacciai appenninici alle spiagge in meno di un’ora. In queste 50 curiosità sull’Abruzzo incontreremo imperatori, orsi, castelli da cinema, eremi scavati nella roccia e feste in cui i serpenti sono ospiti d’onore.

Come sempre abbiamo diviso la raccolta in quattro sezioni, così potete saltare dalla storia alla geografia e dai luoghi insoliti alle tradizioni senza perdere il filo. Tutti gli altri appuntamenti sono raccolti nella pagina delle 50 curiosità sulle regioni d’Italia.

50 curiosità sull’Abruzzo

Cinquanta tappe veloci, niente interrogazione alla fine e una sola controindicazione: potreste ritrovarvi ad aggiungere parecchi posti alla lista dei prossimi viaggi.

Curiosità storiche sull’Abruzzo

  1. Il nome Abruzzo nasce da Aprutium. Nel Medioevo il termine indicava il territorio attorno a Teramo e derivava da Praetutium, la terra dell’antico popolo dei Pretuzi. Solo più tardi il nome si estese fino a comprendere l’intera regione.
  2. Per secoli gli Abruzzi furono due. Nel Regno di Napoli esistevano Abruzzo Citra, a sud del fiume Pescara, e Abruzzo Ultra, a nord. Nel 1273 Carlo I d’Angiò formalizzò la divisione: ecco perché nei documenti antichi si legge spesso il plurale Abruzzi.
  3. L’Aquila nacque dall’unione di molti castelli. La tradizione parla di 99 castelli fondatori e collega a quel numero la fontana delle 99 cannelle, i rintocchi della campana civica e le piazze cittadine. Gli insediamenti reali furono probabilmente meno, ma il 99 è diventato il numero dell’Aquila.
  4. Sulmona diede i natali a Ovidio. Il poeta latino delle Metamorfosi nacque a Sulmo nel 43 a.C. La città continua a ricordarlo con statue, citazioni e l’acronimo SMPE, tratto dal verso Sulmo mihi patria est: Sulmona è la mia patria.
  5. Celestino V inventò un giubileo prima del Giubileo. Nel 1294 il papa eremita concesse l’indulgenza a chi fosse entrato nella basilica di Collemaggio tra il 28 e il 29 agosto. La Perdonanza Celestiniana precede il primo Giubileo romano ed è patrimonio immateriale UNESCO.
  6. Pietro da Morrone viveva negli eremi. Prima di diventare Celestino V, il futuro papa scelse la solitudine della Maiella e del Morrone. L’eremo di Santo Spirito a Majella e quello di Sant’Onofrio conservano il ricordo di una spiritualità letteralmente aggrappata alla montagna.
  7. La fortezza di Civitella non voleva arrendersi. La fortezza borbonica di Civitella del Tronto resistette all’esercito piemontese anche dopo la proclamazione del Regno d’Italia. La resa arrivò nel marzo 1861, facendo del sito uno degli ultimi baluardi del Regno delle Due Sicilie.
  8. Alba Fucens era una sentinella di Roma. La colonia latina fu fondata nel IV secolo a.C. su un’altura affacciata sul Fucino. Mura ciclopiche, foro e anfiteatro sono ancora leggibili e regalano una delle aree archeologiche più scenografiche dell’Appennino.
  9. Il Guerriero di Capestrano è più antico di Roma imperiale. La grande statua funeraria del VI secolo a.C. raffigura un personaggio dei Vestini con un enorme copricapo circolare. È uno dei simboli archeologici dell’Abruzzo ed è conservata nel museo di Chieti.
  10. La transumanza ha disegnato vere autostrade verdi. I tratturi collegavano i pascoli estivi abruzzesi con quelli invernali pugliesi. Il Tratturo Magno dall’Aquila a Foggia supera i duecento chilometri e racconta un’economia pastorale che ha modellato paesaggio, cucina e paesi.
  11. Pescara è una città relativamente giovane. L’attuale comune nacque nel 1927 unendo Pescara, sulla sponda meridionale del fiume, con Castellammare Adriatico su quella settentrionale. Il fiume che oggi attraversa la città fu per secoli un confine amministrativo.
  12. Gabriele d’Annunzio nacque a Pescara. La casa natale del poeta si trova nel quartiere storico di Pescara Vecchia. D’Annunzio trasformò spesso paesaggi, parole e personaggi abruzzesi in materia letteraria, contribuendo a costruire un’immagine potente della sua terra.
  13. Rocca Calascio è diventata una star del cinema. La fortezza a quasi 1.500 metri ha fatto da scenario a film come Ladyhawke e Il nome della rosa. Torri, chiesa ottagonale e altopiano sembrano un set costruito apposta, ma il vento garantisce che è tutto vero.

Curiosità geografiche e naturali

  1. L’Abruzzo ha tre parchi nazionali. Gran Sasso e Monti della Laga, Maiella e Abruzzo Lazio e Molise proteggono una parte enorme del territorio montano. A questi si aggiungono il Parco regionale Sirente-Velino e numerose riserve.
  2. Il Corno Grande è il tetto dell’Appennino. Con i suoi 2.912 metri è la cima più alta dell’intera catena appenninica. Fa parte del massiccio del Gran Sasso e domina l’altopiano di Campo Imperatore con un profilo che in inverno sembra decisamente alpino.
  3. Sul Gran Sasso sopravvive un piccolo ghiacciaio. Il Calderone è considerato il corpo glaciale più meridionale d’Europa, anche se oggi è frammentato e fortemente ridotto. È un indicatore impressionante degli effetti del riscaldamento climatico sull’Appennino.
  4. Campo Imperatore è chiamato piccolo Tibet. L’altopiano, lungo e quasi privo di alberi, alterna pascoli, laghetti e cime rocciose. Il soprannome rende bene la sensazione di spazio, anche se yak e monasteri tibetani continuano a mancare all’appello.
  5. La Maiella è una montagna madre. Il massiccio è legato a Maja, figura mitologica e simbolo materno. Grotte, capanne in pietra ed eremi testimoniano una presenza umana antichissima; dal 2021 il parco è anche Geoparco mondiale UNESCO.
  6. L’orso marsicano vive quasi soltanto qui. Questa sottospecie dell’orso bruno ha il suo nucleo principale nel Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Ne sopravvivono poche decine di esemplari, perciò ogni avvistamento richiede distanza, silenzio e rispetto.
  7. Il camoscio d’Abruzzo ha rischiato di sparire. All’inizio del Novecento era ridotto a pochissimi animali. Protezione e reintroduzioni lo hanno riportato su Maiella, Gran Sasso e Sirente-Velino: una delle storie italiane di conservazione più riuscite.
  8. Il lago di Scanno ha la forma di un cuore, ma solo da un punto. Lo specchio d’acqua nacque da una frana che sbarrò il fiume Tasso. La celebre sagoma romantica si vede lungo un sentiero panoramico; dalla riva, il cuore torna a essere un normalissimo lago.
  9. Il Fucino era il terzo lago d’Italia. L’immenso bacino fu prosciugato definitivamente nell’Ottocento dal principe Alessandro Torlonia, riprendendo un progetto iniziato dai Romani. Oggi la piana è una delle aree agricole più fertili e geometriche d’Italia.
  10. Le Gole del Sagittario sembrano tagliate con un coltello. La strada e il fiume corrono tra pareti calcaree strettissime prima di raggiungere Anversa degli Abruzzi e Scanno. La riserva protegge un ambiente spettacolare frequentato anche dall’aquila reale.
  11. Bisegna è una delle porte della Marsica più selvaggia. Boschi e valloni dell’alta valle del Giovenco formano un corridoio ecologico usato dalla fauna del parco. Da queste parti le impronte sulla neve possono essere più interessanti delle notifiche sul telefono.
  12. L’Abruzzo possiede anche oltre cento chilometri di costa. Dal litorale sabbioso teramano alle scogliere della Costa dei Trabocchi il paesaggio cambia più volte. La regione verde d’Europa sa essere anche molto blu, senza rinunciare alle montagne sullo sfondo.
  13. Punta Aderci protegge dune, falesie e spiagge. La riserva vicino a Vasto è uno dei tratti costieri più integri dell’Adriatico centrale. Dal promontorio si osservano il mare, i campi e, nelle giornate limpide, perfino le cime della Maiella.

Il borgo di Rocca Calascio in Abruzzo

Il borgo ai piedi della rocca. Foto: Andreas Lattmann, CC0.

Borghi, primati e luoghi insoliti

  1. I trabocchi sono macchine da pesca sospese sul mare. Passerelle di legno collegano la costa a piattaforme sostenute da pali, dalle quali si calano grandi reti. Gabriele d’Annunzio li paragonò a ragni colossali; oggi alcuni sono ristoranti, ma restano soprattutto icone del paesaggio.
  2. Santo Stefano di Sessanio rinacque grazie all’albergo diffuso. Case e botteghe del borgo furono recuperate senza trasformarlo in un resort isolato. Il progetto ha reso noto in Italia il modello dell’ospitalità distribuita negli edifici storici di un paese vivo.
  3. Scanno è un paese di fotografi. Henri Cartier-Bresson, Mario Giacomelli e altri grandi autori hanno immortalato vicoli, donne in costume e scene quotidiane. Il paese è diventato un laboratorio a cielo aperto per la fotografia del Novecento.
  4. Atri nasconde calanchi quasi lunari. Le argille erose formano creste, lame e valloni alle spalle dell’Adriatico. La riserva dei Calanchi di Atri protegge questo paesaggio fragile che al tramonto sembra cambiare colore a ogni minuto.
  5. A Roccascalegna il castello galleggia sulla roccia. La fortezza segue il profilo di uno sperone calcareo così stretto da sembrare impossibile. Il borgo sottostante aggiunge vicoli e campanili a una composizione che sembra sfidare apertamente la gravità.
  6. Castelli ha dato il nome a una ceramica, non il contrario. Il paese ai piedi del Gran Sasso è famoso dal Rinascimento per maioliche raffinate. Piatti, mattonelle e vasi delle famiglie di ceramisti abruzzesi finirono nelle grandi collezioni europee.
  7. La cappella Sistina della maiolica è in Abruzzo. Il soffitto della chiesa di San Donato a Castelli è rivestito da centinaia di mattoni dipinti. Scene religiose, animali e simboli trasformano la semplice copertura in un sorprendente catalogo ceramico.
  8. Civitella del Tronto ospita una delle fortezze più grandi d’Europa. Il complesso si allunga per centinaia di metri sopra il paese e offre viste fino all’Adriatico. Cisterne, camminamenti e piazze raccontano una cittadella militare più che un semplice castello.
  9. Aielli ha un osservatorio dentro una torre medievale. La Torre delle Stelle ospita strumenti astronomici e attività divulgative. Nel borgo, inoltre, grandi murales dedicati alla scienza e alla letteratura hanno trasformato le facciate in pagine da leggere camminando.
  10. Bominaco custodisce un calendario medievale dipinto. Nell’oratorio di San Pellegrino un ciclo di affreschi del Duecento racconta mesi, santi e scene bibliche. Il piccolo edificio è spesso chiamato cappella Sistina d’Abruzzo, titolo impegnativo ma non del tutto esagerato.
  11. Tagliacozzo finì in una frase di Dante. Nel XXVIII canto dell’Inferno il poeta ricorda la battaglia del 1268, combattuta in realtà nei piani vicini. Carlo d’Angiò sconfisse Corradino di Svevia con un’astuzia militare suggerita da Alardo di Valéry.
  12. Cocullo è conosciuto in mezzo mondo per i serpenti. Durante la festa di san Domenico la statua viene ricoperta di serpenti vivi, raccolti e custoditi dai serpari. Il rito mescola devozione cristiana e simboli antichi senza trasformarsi, come potrebbe sembrare, in un film horror.

Costumi, leggende e sapori

  1. Gli arrosticini nacquero dalla cucina pastorale. Piccoli pezzi di carne ovina vengono infilati su spiedini sottili e cotti sulla fornacella, una canalina lunga e stretta. Chiamarli semplicemente spiedini è il modo più rapido per iniziare una discussione con un abruzzese.
  2. La chitarra abruzzese non si suona. È un telaio di legno attraversato da fili metallici usato per tagliare la sfoglia. Premendo la pasta si ottengono spaghetti a sezione quadrata, perfetti per sughi robusti e ragù di carne.
  3. Sulmona è la capitale italiana dei confetti. La produzione è documentata da secoli e i confetti vengono montati con fili e carta colorata fino a creare fiori, grappoli e piccoli bouquet. Qui una bomboniera può sembrare un giardino botanico commestibile.
  4. Lo zafferano dell’Aquila fiorisce in autunno. Nell’altopiano di Navelli i fiori viola vengono raccolti all’alba e gli stimmi separati a mano. Servono migliaia di fiori per ottenere poco prodotto: ecco perché questa spezia pesa poco ma vale moltissimo.
  5. La ventricina cambia identità lungo la regione. Nel Vastese è un salume compatto e piccante con pezzi di carne e peperone; nell’area teramana esiste anche una versione morbida da spalmare. Stesso nome, risultato diverso e nessuna intenzione di scegliere un vincitore.
  6. Le ferratelle hanno molti nomi. Pizzelle, neole, cancellate: queste cialde vengono cotte tra due piastre di ferro decorate. Ogni famiglia custodisce disegni, ricetta e grado di croccantezza come questioni di assoluta importanza diplomatica.
  7. Il parrozzo conquistò d’Annunzio. Il dolce pescarese di mandorle e cioccolato fu creato da Luigi D’Amico nel 1920. Il poeta gli dedicò versi entusiasti e il nome richiama il pane rozzo dei contadini, del quale riproduce forma e colore.
  8. A Teramo le virtù si mangiano il primo maggio. La ricetta riunisce legumi secchi, verdure fresche, pasta e carni in un piatto laborioso. Simboleggia il passaggio tra le provviste invernali e i prodotti della nuova stagione, oltre alla virtù della pazienza.
  9. La pecora alla callara richiede tempo. La carne ovina cuoce lentamente in grandi paioli con erbe e aromi. Era un piatto dei pastori lungo i tratturi e trasformava tagli tenaci in uno stufato ricco, ideale dopo giornate decisamente poco sedentarie.
  10. A Sulmona la Madonna corre davvero. La domenica di Pasqua la statua della Madonna, inizialmente vestita di nero, corre incontro al Cristo risorto e perde il manto del lutto. Il volo delle colombe completa uno dei riti più emozionanti d’Abruzzo.
  11. A Fara Filiorum Petri bruciano enormi fasci di canne. Le farchie vengono innalzate e accese in onore di sant’Antonio Abate. La tradizione ricorda un miracolo che avrebbe fermato l’avanzata francese trasformando un bosco in una barriera di fuoco.
  12. Il Presentosa è un gioiello con una promessa. Il pendente tradizionale, formato da filigrana e cuori, veniva regalato come pegno d’amore. Gabriele d’Annunzio contribuì a renderne famoso il nome, che oggi identifica uno dei simboli dell’artigianato abruzzese.

Conclusioni: 50 curiosità sull’abruzzo

Queste 50 curiosità sull’abruzzo raccontano una regione molto più varia di quanto possa sembrare sulla carta. Se conoscete un aneddoto locale, una parola intraducibile o una tradizione che abbiamo dimenticato, raccontatecela: le raccolte migliori sono quelle che continuano a crescere.

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