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Innsbruck: la perla delle dolomiti vista con i nostri occhi

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Ogni tanto ci piace uscire dal seminato. Sconfinare dall’impostazione standard degli articoli classici che ci impongono, quasi come un mantra, di scrivere seguendo sempre i classici e collaudati schemi tipo “10 posti da vedere a…”, “cosa vedere in 2 giorni a…” ecc. Oggi, come già abbiamo fatto in passato per Bali, vogliamo parlarvi della nostra esperienza, di come abbiamo vissuto Innsbruck.

Lo faremo come sempre in una sorta di flusso di coscienza, dove non mancheranno alcune note di colore e goliardia.

Venerdì, ore 5.30: partenza

Parto già malissimo senza specificare il giorno preciso perchè, banalmente, non me lo ricordo. Era, però un venerdì di ottobre, bello, soleggiato, perfetto per un weekend fuori porta. Nella to-do list c’erano tre mete ben precise: Innsbruck, il castello di Neushweinstein e Monaco di Baviera.

Partenza presto, quindi e, nell’arco di cinque ore, avremmo raggiunto la nostra prima meta.

Venerdì, ore 11.00: arrivo a Innsbruck

Più di qualunque altro questo è stato un viaggio “guidato” da Internet. Sia perchè, ovviamente, senza Google Maps ci saremmo ritrovati in Albania, sia perchè le attrazioni che abbiamo scelto le avevamo viste da diversi amici, pubblicate su Instagram. In questo caso il nostro punto di riferimento è stato cappellacciamerenda. Forti dei suoi consigli, arriviamo alla prima meta: la Haus steht kopf.

Haus Steht Kopf a Innsbruck

Goliardia alla Haus Steht Kopf

Un viaggio degli “insoliti” richiede delle mete insolite e questa, per iniziare, era perfetta: una casa costruita a testa in giù, nella quale poter scattare alcune delle foto più simpatiche del viaggio. Nulla di storico, nulla di architettonicamente valido, ma un ottimo ed inusuale passatempo di un’oretta dopo 5 ore di viaggio! Un modo semplice per tornare bambini e ridere assieme per una trovata tanto semplice quanto geniale, soprattutto in un mondo, quello attuale, dove le fotografie la fanno da padrona! Tra l’altro vi consigliamo di prenotare l’ingresso tramite booking.com, visto che avrete diritto ad uno sconto.

Haus Steht Kopf

Seee notte!

Venerdì, ore 13.00: il museo Swarowski

Dopo la visita alla casa ribaltata e una veloce pranzo al ristorante chiamato “la mia macchina” che altro non è stato che un panino mangiato nella mia macchina, ci dirigiamo alla seconda tappa: il museo Swarowski.

E qui, purtroppo la prima (e unica) delusione di Innsbruck.

Noi non siamo tipi da museo, lo sappiamo. Per quanto la storia di determinati artefatti sia culturalmente valida ed avvincente, passare giornate tra quattro mura a vedere questi artefatti dal gusto estetico tanto lontano dal nostro non ci ha mai entusiasmato. Pensavamo che per il museo di Swarowski sarebbe stato diverso. Pensavamo di poter ammirare sculture di 1300 metri fatte di cristallo (😂) o pareti fatte di gioielli; pensavamo di vedere cupole di brillanti o lampadari splendenti.

scarpa swarowski

La scarpetta di Cenerentola…tipo

In effetti alcune di queste cose c’erano ma erano così sparute e anonime all’interno del museo che non ci hanno per niente colpito. D’altro canto invece le tecnologie implementate nell’allestimento erano molto scenografiche e per certi versi avanguardistiche, quasi a voler sopperire con esse alla mancanza di magnificenza che un museo di Swarowski dovrebbe avere. Impeccabile, invece, al termine della visita, il negozio: enorme, ricco di statuine, pendenti e chincaglierie varie e con un’area dedicata anche ai prodotti fuori serie davvero apprezzabile.

pegaso

Pegaso…tipo

L’esterno ci è sembrato altrettanto anonimo, con alcune chicche posizionate qua e la nel parco che, tuttavia, hanno ben poco da dire, soprattutto se comparate con lo spettacolo delle dolomiti che erano ben visibili sullo sfondo.

Venerdì, ore 16.00: il centro di Innsbruck

La giornata volge al termine, al tramonto mancano solo due ore e noi sappiamo già (perchè lo abbiamo visto su instagram) dove vorremo passarlo: nel lungo fiume, affacciati alle tipiche case colorate.

Nel frattempo ci aggiriamo per le vie del centro, ammiriamo il tettuccio d’oro (coperto da restauri), l’Hofburg, il duomo e la Helbing Haus. Tutti nomi che potrebbero non dirvi nulla ma che sono inquadrati in un centro cittadino tanto piccolo quanto bello ed accogliente. Un tipico centro cittadino tirolese, di quelli che scaldano il cuore anche quando è pieno inverno.

diva nel centro di Innsbruck

Giocando a fare la diva nel centro di Innsbruck

Un centro che vi consigliamo di visitare con calma, a passo lento. Di apprezzare magari con una cioccolata calda presa in uno dei suoi localini. Non c’è molto da vedere. Va semplicemente goduto…

Venerdì, ore 18.00: il tramonto a Innsbruck

…in attesa del tramonto.

Ore 18. Il sole inizia a calare e noi ci appostiamo sul lungo fiume ad ammirare le tipiche casette che compongono uno dei quadretti più celebri delle dolomiti tirolesi. Un quadretto che, mano a mano che il sole cala, va via via scaldandosi, assumendo colori sempre diversi ad ogni minuto che passa. Un quadretto che vi raccomandiamo di godere a pieno.

diva su fiume Inn a Innsbruck

Giocando a fare la diva davanti alle case colorate

Conclusioni

La giornata volge al termine con una cena vera, in un ristorante vero (il Fischerhausl, che ci sentiamo di potervi raccomandare) e con essa giunge a termine la nostra fugace visita a Innsbruck. Sappiamo di aver lasciato alle spalle diverse perle, come l’Alpenzoo o il castello di Ambras ma ci riteniamo decisamente soddisfatti da questa nostra visita a Innsbruck che, eccezion fatta per il museo Swarowski, ci ha positivamente colpito. Avessimo avuto mezza giornata in più avremmo potuto completare la visita ma il giorno successivo ci aspettava la Baviera! Ma quella è un’altra storia! 😀

 

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